E' estate, quando matura l'uva spina.
Io e Francesca, le solite monelle, aspettavamo che in giro non ci fosse nessuno e poi...
Facevamo un giro lungo. Bisognava rimanere sottovento, altrimenti i cani ci avrebbero sentite e avrebbero cominciato ad abbaiare.
Il sentiero saliva su dalla collinetta e finiva nel frutteto di Giuanein (Giovanni dalle mie parti) e Rusina (Rosina dalle mie parti).
Per fortuna il casotto che ospitava il grande forno a legna ci permetteva di nasconderci, se qualcuno fosse comparso a disturbare la nostra spedizione.
Si procedeva carponi fino in mezzo agli alberi di prugne, ciliege e albicocche.
Le ginocchia strisciavano sull'erba (e sui rovi...) e le mani si appoggiavano lentamente sulla terra (e sulle cacche di gallina...).
Finalmente ecco il nostro obiettivo: il cespuglio di uva spina.
L'assalto era travolgente.
Le mani si insinuavano decise tra i rami per carpire tutta quella delizia e la bocca si riempiva senza sosta di quell'umore acidulo e zuccherino.
Sulle mani i graffi delle spine...
Oggi ne ho comprato un cestino e, come ogni volta, questa immagine di me e mia sorella a rubare l'uva spina dei vicini mi e' tornata in mente.
E' buona, quella del mercato...ma il sapore di quell'uva spina e' ineguagliabile...