Oltre ad essere il titolo di un grande film degli anni '60, e' il concetto che un po' tutti abbiamo di noi stessi.
Chissa' perche'...
Siamo maestri nel cercare scappatoie per non rispettare le leggi o per ricercare nei cavilli delle stesse il nostro tornaconto, siamo maestri nell'approfittare di ciò che in realta' non ci spetta.
Siamo maestri nel piangere miseria, nel lamentarci e nel pretendere che altri risolvano i nostri problemi.
Sappiamo improvvisarci disabili, bisognosi, morti di fame e nullatenenti.
Siamo in grado di diventare abili venditori di fumo, contrabbandieri, sofisticatori e truffatori.
Sappiamo trovare il tornaconto in qualsiasi affare di famiglia, di amore e di morte.
Sappiamo sfruttare al meglio ogni occasione, ogni poveraccio, donna e bambino.
Ci piace la bella vita e siamo disposti a calpestare ogni regola, divieto, parente e amico pur di ottenerla.
Un metro piu' in là non è più casa nostra, non ci riguarda.
Siamo degli ipocriti sopraffini, degli attori provetti, delle mezze calzette senza onore nè orgoglio, latin lover in disgrazia.
Amiamo il nostro Paese, forse perchà ci permette tutto questo, salvo poi ammorbarlo con ogni genere di liquame.
Abbiamo coniato il Made in Italy, made dovunque purchè costi meno che in Italia.
Sogniamo di diventare veline, grandi fratelli e grandi evasori.
Siamo cristiani, devoti baciapile e grandi peccatori, sempre pronti alla bisogna a cospargerci il capo di cenere.
Siamo sempre pronti ai blocchi di partenza per salire sul carro del vincitore, qualunque sia, di destra o di sinistra.
Abbiamo sempre la bandiera giusta in tasca.
Ma nessuno di noi e' un vincitore vero, ci accontentiamo delle apparenze.
Sì, italiani brava gente.
Qualcuno sì, davvero.

