Questa calda estate volge ormai al termine, ancora un turno di lavoro e poi mi godro' due settimane di sudate ferie.
Mi piace settembre.
Temperature gradevoli (spero), meno turisti che sciamano per ogni dove e prezzi decisamente piu' consoni al mio portafoglio.
Quando viaggio mi piace guardare il panorama e allora ho scelto il treno.
Oggi sono andata all'agenzia di viaggi a fare il biglietto.
La signora, seduta alla scrivania davanti al computer, e' sommersa da una montagna di cataloghi, cartelline e brochure di tutti i colori del mondo.
Non sorride e mi saluta appena, sbuffando. Forse per l'afa...
- Un biglietto per Perugia? E quando parte? -
- Domenica mattina, dovrebbe esserci un treno verso le sette...-
- Le sette? Così presto...! Ce n'è uno anche alle dieci e trenta...-
- ...si...ma arriva a Perugia a mezzanotte...-
Con aria di disapprovazione mi stampa il biglietto.
- Posso pagare con il bancomat? -
La sua occhiata quasi mi fulmina.
- Eh no! Niente bancomat...-
Ma c'è ancora un posto dove non si puo' pagare con il bancomat o la carta di credito?
Ed è proprio qui? Al mio paese...?
E se avessi deciso di fare il giro del mondo, avrei dovuto portarmi una ventiquattrore piena di soldi...?
Prendo il biglietto, pago, saluto e me ne vado.
Oggi non avrei potuto arrabbiarmi per così poco: avevo appena ricevuto una telefonata che aspettavo con ansia.
Hanno accettato la mia offerta per una casetta carina che ho visto la settimana scorsa.
Vado a vivere in campagna!
Quando tornero' dalle vacanze avro' molte cose da fare...
Anche il mutuo...

Qui...!
Cinque giorni di festa, per il santo patrono. San Lorenzo, quello delle stelle cadenti.
Spettacoli in costume, rievocazioni storiche e bancarelle sparse per il centro storico che elargiscono leccornie camuffate da pietanze medioevali.
I soci della Pro Loco, delle associazioni di volontariato e delle societa' sportive locali si trasformano per l'occasione in attori, cuochi, osti e menestrelli, a rallegrare le calde serate di questo agosto di recessione, vera o finta che sia.
La gente raggiunge la piazza e le vie del centro quando il sole sta per tramontare e, dopo aver curiosato un po' in giro, non puo' fare a meno di farsi riscaldare una bella tira.
Ci vuole pazienza, c'e' sempre la fila davanti al chiosco della tira.
Le signore in gran tenuta da sera mandano avanti i mariti a prendere lo scontrino, e mentre aspettano il loro turno si scambiano pettegolezzi di ogni sorta.
I ragazzi arrivano a gruppetti, disordinati e invadenti con la loro esuberante allegria.
I nonni tengono per mano i nipotini, cercando di convincerli ad assaporare questa specialita' invece delle patatine fritte.
I forestieri si guradano intorno curiosi cercando di scoprire cosa diavolo sia.
La Tira e' un filoncino di pane di quindici centimetri con al suo interno un pezzo di profumata salsiccia di maiale inserita durante l'impasto.
Si cuoce nel forno e si mangia calda, bollente.
Si puo' accompagnare a un buon bicchiere di vino o di birra spumeggiante e si mangia in compagnia, mordendo la fragranza del pane e scoprendo la succosita' del suo segreto.
Poi si alzano gli occhi al cielo, che ci sono i fuochi d'artificio....
L'ho visto in un negozietto di cianfrusaglie e l'ho comprato.
Son tre giorni che cerco di capire come funziona...
E' il termometro di Galileo.
Ma funzionera'veramente?
Non importa: e' un oggetto carino e colorato, sembra quasi una scultura moderna.
Per la temperatura non ne ho davvero bisogno: o fa caldo, o fa freddo o si sta bene...
Galileo perdonera' la mia ignoranza.
