Mi piacciono molto le fotografie.
Fermano il tempo, sigillano i ricordi.

Sono documenti che raccontano una storia, la storia. A volte anche meglio delle parole...
Mia madre conserva una gran quantita' di foto vecchissime, in cui compaiono amici e parenti ormai defunti e scorci di vita che appartengono ad un passato remoto.
Sono foto in bianco e nero o color seppia, graffiate e sdrucite dal tempo e dal passaggio di mano in mano.

Guardarle e' come fare un viaggio nel tempo.
Essere immortalati in una fotografia non era cosa di tutti i giorni, a quei tempi.
Il fotografo era spesso un personaggio stravagante, in grado di compiere quasi una magia.
Le macchine fotografiche erano complicate e il lavoro di stampa era un'alchimia.
Il risultato era sempre una sorpresa e veniva svelato dopo una lunga attesa.

Oggi e' tutto molto piu' semplice e immediato.
Buoni risultati sono alla portata di tutti e si possono anche correggere e manipolare le immagine come meglio si crede.
Tutto e' diventato piu' effimero, variabile e gestibile ma molto meno unico, irripetibile e prezioso.
Questi sono i miei moderni attrezzi:


Alcune delle mie foto sono qui:
http://www.panoramio.com/user/1235002
"Ora et labora"...
Non e' che sono stata folgorata dalla vocazione, stavo solo cercando informazioni sulla birra...
Pensandoci bene, pero', dopo aver sfogliato un po' di pagine internet, devo dire che i cari fratelli trappisti non l'hanno pensata mica male...
Devo dire che i frati hanno sempre suscitato la mia simpatia, a differenza di altri rappresentanti della casta religiosa.
Il loro aspetto lascia trasparire un che di serafico e bonario che mi ha sempre fatto pensare a una vita felice e appagante, nonostante la severa "regola" che sono tenuti a osservare.
"Ora et labora" e' il motto che riassume questo stile di vita.
I monaci, durante le loro peregrinazioni per il mondo hanno saputo individuare luoghi particolarmente adatti su cui far sorgere i loro monasteri.
Luoghi isolati, al sicuro da attacchi durante le antiche guerre.
Luoghi resi fertili, in grado di poter produrre quanto necessario al sostentamento della loro comunita' e dei poveri che si rivolgevano a loro.
Il convento diventa una cittadella fortificata autosufficiente.
In tempi bui, il Medio Evo, non era poca cosa.
All'interno dei conventi i frati si dedicano a molteplici attivita' manuali e intellettuali e hanno tutto il tempo per svolgerle al meglio, senza essere distratti dalla frenesia del mondo esterno.
Coltivano ortaggi, piante aromatiche e officinali (orti dei semplici), vigneti e alberi da frutto.
I laboratori all'interno delle mura consentono anche la lavorazione e trasformazione delle materie prime.
Nascono così prodotti d'eccellenza che se un tempo servivano al sostentamento dei monaci, oggi rappresentano una ricchezza invidiabile, non solo economica.
Le birre dei monaci trappisti sono un esempio dei tanti prodotti entrati a pieno titolo nei mercati di tutto il mondo.
E non e' da sottovalutare il grande patrimonio artistico e storico racchiuso nei monasteri.
Forse i monaci sono quelli che meglio hanno saputo interpretare il Cristianesimo e, a mio avviso, sono quelli che hanno saputo trovare il giusto equilibrio tra sacro e profano.
Credo che sia il massimo della bella vita...

Mi viene il sospetto che anche questa famosa crisi sia stata creata ad arte per giustificare la necessita' di industriali, banchieri e finanzieri rampanti di movimentare un po' di soldi.
Certo, dopo gli sconvolgimenti americani e le truffaldine operazioni speculative delle banche e di altri stimatissimi operatori economici...qualcosa si doveva inventare.
La cassa integrazione e' conveniente, soprattutto per le aziende.
E in nome della crisi si possono licenziare tutti i lavoratori precari, senza altra giustificazione.
Intanto si spostano milioni e miliardi di euro nelle casse delle aziende "in difficolta'" e nelle casseforti delle banche, perche' se le banche vanno in malora son ca...i per tutti.
Intanto si da' addosso ai cinesi e agli extracomunitari che hanno stravolto la nostra economia...
Di chi gli extracomunitari li sfrutta per arricchirsi nessuna traccia.
Neanche degli evasori fiscali nessuna traccia.
Sull'autostrada, nella corsia di sorpasso alla mia sinistra, in questi giorni di vigilia ho visto sfrecciare senza ritegno centinaia e centinaia di auto che la mia Punto 1200 quasi si vergognava di esistere...
La crisi, quella vera, c'e' sempre stata.
E sempre per i soliti sfigati: lavoratori precari, dipendenti che pagano le tasse fino all'ultimo cent e famiglie strozzate dagli usurai legalizzati.
Per gli altri e' sempre festa.
Buona Pasqua